Poems and interview in Margutte, Italian site of literature and arts: L’antipoesia di Marine Petrossian

Marine Petrossian’s antipoetry


METAFISICA

nostro padre— dissi
ma lui non mi ha lasciato continuare

piuttosto strano—
non ho mai detto nostro padre

forse era un sogno
o magari sono stata stordita
a vedere che esiste

nostro padre— dissi
ma come se lui sapesse
cosa avrei indagato

—prendila con calma—

sono state le sue uniche parole
poi se ne andò



METAPHYSICS

our father— I said
but he didn’t let me continue

rather strange—
I never say our father

perhaps it was a dream
or maybe I was bewildered
to see that he exists

our father— I said
but as if he knew
what I would inquire about

—take it easy—

these were his only words
then he left


Parlaci delle tue attività poetiche, collaborazioni e pubblicazioni.

Ho scritto cinque libri di poesie e un libro di saggi in armeno. Ho pubblicato anche in Francia e Catalogna, e le mie poesie sono state tradotte in francese, inglese, spagnolo, tedesco, iraniano, latviano, georgiano e ebraico. Ho partecipato a molti festival internazionali e incontri letterari. Come artista laureata di UNESCO-Aschberg, ho fatto parte del programma Djerassi Resident Artist a Woodside, California, e sono stata scrittore residente a MuseumsQuartier, Vienna.
In seguito a questo, sono soddisfatta della mia vita letteraria? devo dire di no. È importante essere pubblicata e ampiamente letta, essere tradotta, eppure mi manca una seria discussione sulla poesia. Abbiamo avuto discussione del genere a Yerevan, nel club informale della pubblicazione Bnagir; ogni numero era pieno di vitalità e movimento, dispute spesso feroci nei circoli letterari, e ci incontravamo nel club per discutere quanto veniva pubblicato. Purtroppo Bnagir ha interrotto le sue uscite e il club non esiste più. Ora sto cercando questo tipo di intensa discussione sulla poesia in contesti internazionali, in pubblicazioni, recensioni, festival e altri incontri. Non ho ancora trovato cosa sto cercando, ma non ho perso  la speranza. non posso credere che la poesia sia diventata qualcosa di dolce che piace a tutti ma non è presa seriamente.


Tell us about your poetry activities, collaborations and publications.

I am author of five poetry books and one book of essays in Armenian. I have also books published in France and Catalonia. My poems were translated into French, English, Spanish, German, Iranian, Latvian, Georgian and Hebrew. I have participated in many international festivals and other literary gatherings; as Artist Laureate of UNESCO-Aschberg, I have been Djerassi Resident Artist at Woodside, California, as well as writer-in-residence at MuseumsQuartier, Vienna. Having achieved all this, am I satisfied with my literary life? I will say—no. It is very important to be published and widely read, it is very important to be translated, and yet I’m missing serious discussions about poetry. Once we had such discussions in Yerevan, in the non-formal club of Bnagir journal. Virtually every issue of Bnagir stirred lively, often fierce disputes in literary circles, and we gathered in the club to discuss the works published there. Alas, Bnagir journal has stopped appearing, and the club I was talking about exists no more. Now I’m looking for this kind of intense discussions about poetry in international context—in journals, in reviews, during festivals and other gatherings. I haven’t found yet what I’m looking for, but I haven’t lose my hope. I can’t believe poetry has become a “sweet thing” to be liked by everyone, but not taken seriously.